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Finalmente in Italia l’opera poetica di Laura Rodríguez Díaz.
Siamo con più di un piede nel regno del paradosso, è chiaro, ma spesso è proprio il rovescio del gioco a farcene capire le regole, la trama nascosta a mostrare appieno il senso dell’arazzo. È una teoria, o meglio, una metodologia dello svelamento che l’ultimo libro di Laura Rodríguez Díaz, poetessa sivigliana classe 1998, celebra dalla prima all’ultima pagina, e in cui quella che viene inquadrata è proprio la materia (e la struttura) perturbante che si cela in ogni proclama dettato dall’alto, in ogni monito glorioso, salvifico. L’annunciazione evangelica, ça va sans dire, ne è probabilmente il paradigma indiscusso. Ed è fin troppo evidente quanto l’evocazione di tale episodio abbia un risvolto concreto – cioè sociale, politico – che nella fattispecie abbraccia la condizione femminile nei suoi connotati ancestrali e insieme nel vivere quotidiano, in un’attualità che, nonostante le conquiste ultime, talvolta condanna ancora la donna a un ruolo subalterno o comunque eterodiretto. – Matteo Lefèvre
Libro tradotto e curato da Matteo Lefèvre.
Laura Rodríguez Díaz (Siviglia, 1998) ha studiato Filologia ispanica presso l’Università di Siviglia e l’Università Complutense di Madrid. Cura da anni la rivista di poesia «Caracol nocturno» e suoi versi sono stati inclusi nelle antologie Deseo (2020), Cuando dejó de llover. 50 poéticas recién cortadas (2021) e La noche es un pájaro azul (2024). Ha pubblicato le raccolte San Lázaro (Cántico, 2021) e Anuncio (Ultramarinos, 2023), che qui presentiamo in versione italiana e con cui ha vinto il prestigioso Premio El Ojo Crítico de Poesía 2023.
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